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Frontiera scuola

May 25, 2012 |

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Dopo l’attentato di Brindisi si è riaperto il dibattito sul ruolo della scuola italiana. La consideriamo giustamente un presidio di legalità contro la criminalità organizzata. Ma come si fa a affidarle compiti cosi rilevanti negandole i mezzi? Il tema si intreccia con quello della crisi economica che disegna oggi due europe. Da una parte la Germania che investe su scuola e ricerca dall’altra tutti gli altri paesi che tagliano risorse.


Commenti

10 Commenti

  1. carlotta il 29 May 2012 alle 5:53 pm

    Smettiamola di parlar male della nostra scuola. Continuamo a farci del male. Sono tanti, tantissimi i giovani che studiano, che non sono bulli, tantissime le scuole che non fanno schifo!!Tantissimi gli insegnanti seri che lavorano per formare e portare cultura. Sì, occorrono i soldi, ma non dimentichiamoci che in un paese come il nostro occorre in questo momento soprattutto la capacità di ragionare, di costruire!!!!

  2. Guido il 29 May 2012 alle 8:53 am

    Non è difficile esprimersi sulla scuola.
    Ho 73 anni ed ai tempi scolastici, un’insegnante aveva 50/60 alunni, poco gesso per la lavagna e gli stracci per pulirla li confezionavano a turno le famiglie.
    Ci si scaldava con le stufe Becchi, ma il calore delle insegnanti, la loro abnegazione, la coscienza del ruolo educativo non solo didattico, formava le coscienze degli alunni.
    Ecco quello che manca oggi nella scuola: la coscienza del ruolo.
    Di mezzi ne hanno fin troppi!
    Discorso più profondo sul ruolo della famiglia.
    Forse la parte peggiore della non-cultura e della diseducazione, tocca proprio alle famiglie.
    La competitività negli status simbol ha corrotto i principi della creanza, della fede, del rispetto degli altri.
    Oggigiorno fa notizia la vivisezione, non l’abbandono degli animali, un tempo validi aiuti nei problemi della sicurezza; i gatti mangiavano i topi, non i patè al salmone! I cani mangiavano gli avanzi e facevano davvero la guardia, non frequentavano i saloni di toilettatura!
    Aveva ragione quel toscanaccio di Gino Bartali…..è tutto sbagliato; è tutto da rifare!
    Un’ ultima considerazione: cosa ci stanno a fare i bidelli nelle scuole, se le pulizie sono affidate ad esterni?

  3. Roberto il 28 May 2012 alle 7:45 am

    Ma come si spiega questo fatto che la RAI attacca solo la direzione della Chiesa Cattolica?
    La RAI non vede questo…. http://www.youtube.com/watch?v=lq6lJsBz9UY&feature=em-share_video_user
    e la RAI si dimentica anche che l’esercito americano è stato attaccato dagli UFO. Poi si dimentica le diavolerie dei cantanti che stanno mettendo mezzo mondo VIP sottosopra e copre scandali di fund-raising. Ma Chi l’ha visto a questo ladro giornalista?

  4. alfredo denzio il 28 May 2012 alle 7:28 am

    L’ONU condanna Hassad
    L’ONU non ha condannato Hassad ma i delinquenti che hanno commesso il massacro che e’stato dagli Usa e dall’Europa subito attribuito ad Hassad mentre la Russia vuole vederci chiaro.
    Per quanto riguarda l’uso della forza contro la popolazione civile - si legge - costituisce una violazione della legge internazionale.
    Giusto ma gli Usa violano le Leggi internazionali tutti i giorni in:Pakistan,Afganistan,Somalia,hanno massacrato 1 milione di iracheni ammazzando migliaia di bambini a(Falluja Baghdad),il Tigri e L’Eufrate sono ancora rossi del sangue degli iracheni senza che L’ONU osasse dire una sola parola di condanna
    alfredo denzio

  5. Nova Era il 28 May 2012 alle 6:48 am

    Domanda : chi ha visto le tre bombole di gas davanti alla scuola si è mai chiesto cosa stessero facendo li?
    La scuola forma? Ci sono diplomati e laureati che passano nel precariato, altri, dopo la media, imparano da papa il mestiere di artigiano e dopo alcuni anni guadagnano anche bene.
    A che serve la scuola. Io, dopo cinque all’istituto tecnico del mio paese, non sapevo fare il geometra! Difatti, girava la frase”il neo diplomato geomtera entra in cantiere e deve imparare dal basso in guaduatoria : il manovale. Dopo cinque anni di scuola(seconda metà degli anni 6o) non eri in grado di esercitare il mestiere di geometra : grave, molto grave! Tanto valeva, all’età di 15-16 anni entrare in fabbrica! Difatti, ho compagni d’infanzia, che dopo l’avviamento sono entrati in fabbricae e sono da anni in pensione, mentre io, dopo 8-9 anni di precariato ho avuto, finalmente, insieme ad altri 11 colleghi di sventura il tanto agognato contratto(P.A.) ma andrò in pensione chissà quando : a 70, anni forse?
    Cari saluti P.G.

  6. eliana flores il 28 May 2012 alle 4:06 am

    Si può dire che rainews24 è il canale che seguo di più, pertanto con rammarico devo ammettere che c’è molta demagogia e pressapochismo in alcune affermazioni contenute nell’inchiesta, come quella dei pochi fondi per la scuola italiana. Ma perchè non avete preso come fonte un campione di bilanci di istituzioni scolastiche? La vostra inchiesta a vrebbe avuto di sicuro una curvatura diversa.

  7. anselmo il 27 May 2012 alle 12:21 pm

    Come si fa a dire che la scuola non serve a niente,che i ragazzi
    fanno schifo e altre cose insensate che,francamente,non meriterebbero di essere riportate in un commento pubblico!
    Mi spiace dirlo,ma alcune volte,sarebbe giusto moderare
    l’ignoranza!!!

  8. Manuela il 27 May 2012 alle 10:14 am

    Grazie per i vostri servizi, sempre ben documentati.
    Quest’ultimo sull’istruzione ha offerto un’interessante panoramica sulla poca lungimiranza di alcuni Paesi europei che tagliano fondi proprio nei settori in cui dovrebbero investire di più, per esempio scuola, università, ricerca.

  9. francesco20 il 26 May 2012 alle 11:19 pm

    la scuola non serve a niente,se non per peggiorare le persone.imparano a fare i bulli e nessuno apprende.i ragazzi fanno schifo,e c’ è chi si è ucciso perchè tartassato.e lì imparano questo,a fare i prepotenti e i meschini.quindi,questa scuola fa solo schifo.ma siccome anche voi ripetete

  10. stefania giannitti il 26 May 2012 alle 8:56 am

    Per poter risolvere il”problema” scuola penso che, mai come oggi, sia prima necessario affrontare e risolvere il nodo di un ricambio politico: inteso, non ,soltanto, come inserimento forzato di donne e giovani;ma piuttosto,in un ritorno forzato, questo si, ad una classe politica che sia semplicemente ad un buon livello di cultura personale e che non abbia nessuna pendenza con la giustizia. Chi ha cultura, e non soltanto un titolo di studio, a mio parere, difficilmente non è in grado di percepire il brutto e di usare i tecnici affinchè lo strasformino……

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