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Il profitto dei buoni

December 24, 2009 |

http://www.rainews24.it/ran24/clips/2009/12/scenari-25122009.flv

Di cosa vivono le associazioni umanitarie? Sicuramente per loro contano soprattutto i risultati, ma i finanziamenti sono essenziali.

Scenari si occupa di diritti umani, volontariato, donazioni. L’Italia è un paese tradizionalmente disponibile a donare. Nel 2009 lo si è fatto per il terremoto e per molte altre cause socialmente rilevanti.

Nel mondo accade qualcosa di simile, negli Stati Uniti in particolare sono moltissime le associazioni che fanno appello ai contributi dei cittadini. E la rete è uno strumento eccezionale per raccogliere soldi. Uno dei problemi è quello di verificare dove questo denaro vada a finire. In ogni caso la questione dei diritti umani nel mondo trova alimento proprio da queste organizzazioni umanitarie e dalla loro capacità di mobilitare le coscienze attraverso il Web


Commenti

15 Commenti

  1. Lena il 15 January 2010 alle 12:29 pm

    Ci mancava … quel poco di buono che la società “civile ed avanzata” può offrire deve essere demolito. Io faccio parte di un’associazione. Svolgo attività nel tempo libero, dedico il mio tempo ed anche qualcosa dei miei soldi guadagnati come lavoratrice dipendente. Sento che è mio dovere dare un contributo a coloro che sono in difficoltà. C’è qualcosa di sbagliato? Ho a che fare con molte persone che non fanno donazioni perchè pensano che non arriveranno a destinazione. Personalmente preferisco sentirmi dire “non voglio fare donazioni” punto e basta, esprimere schiettamente la propria volontà senza infarcirla di tanti non richiesti perchè. Ognuno se la veda con la propria coscienza … è la cosa migliore da fare ed anche l’unica.
    Saluti.

  2. lallotta il 12 January 2010 alle 12:09 pm

    vorrei portare una mia esperienza personale. Per 13 anni sono stata volontaria di un’associazione che leggeva/registrava libri per i ciechi. Quest’attività mi dava molto: riuscivo a farla a casa nel tempo libero e mi faceva sentrire appagata socialmente, perchè sapevo che la mia attività era utile per i ciechi che avevano il desisderio di studiare (ho letto molti libri universitari in questi anni) o anche solo il piacere di leggere. Dal 2010 questo servizio non è + possibile perchè sono stati tagliati i fondi (che servivano per lo stipendio del personale ed i CD per i volontari). Mi sembra un gran peccato per i ciechi, per me ma soprattutto per l’Italia

  3. flavio il 11 January 2010 alle 2:50 pm

    LA RAI E’ UN’ASSOCIAZIONE UMANITARIA? PERCHE’ NON LEGARE IL DECODER AL PAGAMENTO DEL CANONE?????????

  4. Gabriele il 11 January 2010 alle 12:47 pm

    Come mai non si parla di Emergency? Oltre la trasparenza (il bilancio è pubblico e scaricabile dal sito da diversi anni) è una delle poche che si impune una spesa amministrativa inferiore al 10%. Moltre onlus spendono fino all’80, quindi quando doni 10 euro sai che 8 finiranno a finanziare l’apparato burocratico di quella organizzazione e soltanto 2 ai progetti che realizza. Nel caso di Emergency è il contrario. 1 euro finirà come pagamenti dei pochi dipendenti italiani e per la stampa dei giornali informativi e volantini vari; 9 vanno in medicine e costruzione di ospedali.

  5. flavio il 11 January 2010 alle 8:05 am

    RUSSIA=MADRE DI TUTTI, PERCHE’ NON VANNO LI’??????

  6. flavio il 11 January 2010 alle 8:04 am

    LA CHIESA E’ RICCA, CHE UTILIZZI LE SUE BANCHE ED LE SUE STRUTTURE INVECE DI BLA, BLA, BLA……

  7. fabrizio il 9 January 2010 alle 7:22 am

    perche’ gli Stati sn sempre assenti?

  8. Nadia il 3 January 2010 alle 7:54 pm

    Gli italiani hanno un gran cuore. Quante opere sono state realizzate grazie alle donazioni fatte da privati cittadini.
    Partiamo dalle catastrofi derivate dalle calamità naturali, l’Unicef e la ricerca. Pensiamo ai fondi tagliati dal governo per quest’ultima e per tante altre iniziative che vengono gestite grazie all’opera delle decine di migliaia di volontari che sacrificano parte della loro vita per aiutare chi ne ha bisogno. Il rischio c’è ed è reale che i soldi non arrivino tutti a destinazione, ma quale sarebbe l’alternativa, infischiarsene del prossimo? Lancio una proposta: tutti i mesi una piccola ritenuta sugli stipendi dei parlamentari, ministri, sottosegretari, ecc.ecc. da devolvere a favore di una giusta causa. Non ci è bastata la piccola donazione fatta per i terremotati d’Abruzzo. Devono fare di più.

  9. Fabrizio il 31 December 2009 alle 2:26 am

    MultiNAZIONALI SCHIFOSE

  10. Mino il 30 December 2009 alle 4:47 am

    Io non credo nel diritto e nella giustizia. Le cause della mancanza di giustizia sono da ricercarsi soprattutto negli organigramma di personale dipendente attualmente in servizio nel Ministero della giustizia. Un organico insufficiente a sopperire a tutte le problematiche. I giudici però devono valutare allo stato attuale e dare subito una sentenza senza rimandare a domani quello che si può fare oggi. Applicando il provvedimento di urgenza.
    Le associazioni umanitarie svolgono certamente un ruolo importante. Dobbiamo dire grazie a queste associazioni di volontariato

  11. giuseppealfano il 29 December 2009 alle 6:08 pm

    Non ho esperienza diretta del settore, ma sono scettico sulla questione dei finanziamenti, nel senso che credo che buona parte di essi non vadano alla destinazione prevista perchè servono al mantenimento della struttura burocratica dell’ente che se ne occupa. E’ certo, questo, un modo di lenire la piaga della disoccupapzione nei Paesi promotori di iniziative umanitarie.

  12. jaime oriel tapia il 29 December 2009 alle 1:12 pm

    stò d’accordo co n Adalberto. giacomo

  13. adalberto il 28 December 2009 alle 10:16 am

    Le associazioni umanitarie svolgono certamente un ruolo importante, e spesso decisivo, nella difesa dei diritti, nel sostegno sociale ed in molti altri campi sempre prossimi a quella cultura dell’accoglienza che esse si propongono di far crescere. Non sempre però i risultati da esse conseguiti sono proporzionali all’eco che i “media” ne danno con campagne pubblicitarie che sono molto premiali per alcune e completamente assenti per altre. Servirebbe, a tal proposito, uno spazio nella pubblica informazione riservato all’associazionismo, dove si possa accedre per analizzare i progetti ed i loro risultati anche in relazione alle risorse impegnate. In tal modo risulterebbe più consapevole il sostegno del singolo donatore a questa od a quella iniziativa. In assenza di ciò prima di impegnarsi economicamente a favore di una causa è bene operare un minimo di ricerca per essere certi che le donazioni arrivino a sostenere effettivamente un determinato progetto e non si perdano nei meandri della burocrazia che a volte accompagna alcune se pur celebrate organizzazioni.

  14. Fabrizio il 28 December 2009 alle 4:35 am

    Shit all govern’s sono dalla loro parte

  15. stefanoC il 24 December 2009 alle 2:48 pm

    qualche tempo fa la cei ha fatto un’uscita sul fatto che alcune organizzazioni , anche grandi costavano troppo per mantenersi e quindi rimaneva troppo poco per i fini dichiarati e questo va aggiunto alla domanda su dove ( e a chi ) vanno a finire i soldi.
    Voglio dirvi che occupandosene seriamente si potrebbero avere molte sorprese

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