Natale dietro le vetrine
December 18, 2009 |
Come vanno i consumi in tempo di crisi?
Negli Stati Uniti c’è chi vive con i buoni alimentari, e c’è chi come gli studenti della California protesta perchè non ce la fa a sostenere l’aumento delle tasse universitarie.
Sempre negli USA si è delineata in questa vigilia di Natale una tendenza: aumenta il numero dei consumatori ma diminuisce l’ammontare che ciascuno destina agli acquisti.
Qualcosa di simile sta accadendo anche in Italia. Dietro le vetrine di Natale si colgono alcune tendenze, tengono i prodotti tecnologici, quelli alimentari, i giocattoli, ma la gente complessivamente spende meno. La crisi economica è selettiva, non tutti la stanno pagando nella stessa misura. Il viaggio di scenari evidenzia come siano soprattutto i giovani, dagli USA alla Grecia, alla stessa Italia, a sostenere il prezzo più alto.
La nota positiva viene invece proprio dalla rete: aumentano i consumi e gli acquisti online, anche grazie alle offerte e alle promozioni che garantiscono il risparmio.
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5 Commenti

Si, il problema è la tanta gente che sta perdendo il lavoro.
Anche per me certi tratti di strada sono un seguito di capannoni con le bandiere del sindacato davanti .. c’è tanta disperazione in giro e tentativi di far credere che tutto va bene.
Ed il fatto che tanta gente stia perdendo il lavoro significa anche che per i giovani non c’è nessuna speranza di trovarlo.
Dalla corsa ai regali e dal consumismo che caratterizza le feste di natale, almeno nel nostro cattolicissimo (.) paese non si scorge quel “clima” di cristianità con cui dovremmo vivere questo periodo; infatti, Natale è associato strettamente a una Persona (Gesù Cristo), non a un evento mondano, politico o culturale. Tuttavia, la spiritualità che dovrebbe fare la differenza con le altre festività tradizionali lascia molto a desiderare, perchè il messaggio della grotta di Betlemme non l’ha nemmeno capito il Vaticano, malgrado le solennità che si vivono a Roma: e difatti, il “bambinello” è diventato adulto e da adulto tornerà sulla terra per regnare (Matteo 25,31 - Zaccaria 14,4)!
Al contrario, la Chiesa Romana enfatizza il 24 dicembre con la veglia, il suono delle campane e le luminarie in piazza san Pietro, come se Cristo fosse sempre un infante che viene alla luce ogni anno e muore qualche mese dopo (.): in verità, a Dio non interessa affatto essere “ricordato” a natale, poichè Gesù vuole avere un “impatto” nella vita di ciascuno!
Ma perchè viene Natale? Questo giorno arriva per renderci consapevoli che TUTTI quanti (ricchi, poveri, politici, religiosi,atei, scettici,drogati,criminali,prostitute eccetera) abbiamo bisogno di Dio e che senza Cristo la nostra esistenza umana è arida, inutile, evanescente pur godendoci i piaceri del mondo!
Gesù è morto per te che leggi, perciò a Natale RAVVEDITI se vuoi possedere “la vita eterna” (Giovanni 3,16).
Mi piace vedere il Natale come una festa religiosa, un momento anche di riflessione e di solidarietà con le persone più sfortunate. Per esempio come quelle che in questi giorni stanno perdendo il loro posto di lavoro e sono più di 3 mesi che non percepiscono lo stipendio, i dipendenti in cassa integrazione che non sanno se potranno tornare al lavoro. Soprattutto il mio pensiero in questo momento và ai giovani precari che non hanno più nemmeno la speranza che il loro contratto possa essere rinnovato. Le luci, le vetrine, i regali costosi, viaggi e vacanze li lascio volentieri a che ci dice che la crisi è alle spalle e che dobbiamo per il ben del paese, essere ottimisti.
Come vanno i consumi in tempo di crisi? Tendenze dietro le vetrine??!??
Ma di cosa stiamo parlando??!!???
La gravità della situazione dovrebbe portare il tema del lavoro, dell’occupazione, del disagio e sofferenza di famiglie, pensionati e precari in apertura dei TG, farne il tema centrale dei talk show e approfondimenti; i TG dovrebbero piazzare i volti e le voci nei titoli di testa…..
Mi guardo attorno e la crisi la percepisco percorrendo la super strada che porta in Valle di Susa : è costellata di capannoni dove i lavoratori difendono il lavoro e i siti produttivi.
Commercianti e artigiani della mia zona che a Gennaio chiuderanno bottega.
La crisi materiale e morale si vede e si sente, ma poi si rifugia nello “splendido” TG1 fatto solo di buone maniere e modi indicativi e scopro che non c’è nulla di cui preoccuparsi, se non riuscire a trovare un o stralcio di posto a Courmajeur, Cortina o Sestriere.
E’ l’Italia che va, bellezza, balocchi, festoni e consigli sui vari menù di natale……
Paga di più chi meno ha , ma il sistema non abbassa i prezzi e non varia l’offerta .
La verità è che potremmo spendere ancora meno , o spendere le stesse cifre ma ottenendo molti vantaggi in più.
Non ha più molto senso di parlare di sostenimento dei consumi